Agenda: da 20/03
Ritorna la formula del temporary shop che durante il periodo natalizio ha conquistato l’affetto di molti bresciani.
L’iniziativa è resa possibile dal Comitato “Corso delle mercanzie”, gruppo costituito con l’obiettivo di valorizzare Corso Mameli e le sue storiche attività commerciali; il comitato ha fornito gratuitamente lo spazio commerciale allo Scaip, che da oltre trent’anni si occupa di cooperazione internazionale attraverso l’aiuto delle istituzioni e dei privati.
Uova di Pasqua di buonissimo cioccolato, riso del commercio equo, kit di semina e altri oggetti provenienti dai Progetti dello Scaip, saranno disponibili in negozio su offerta.
Il temporary shop sarà gestito dai volontari Amici dello Scaip e sarà aperto nei fine settimana del 20, 21 e 22; 27, 28 e 29 marzo e 3, 4 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15:30 alle 19, la domenica dalle 10 alle 12.
Vi aspettiamo in Corso Mameli 34 a Brescia… per rendere unica questa Pasqua con un gesto di solidarietà!
Per info: 030 2306873 mail: promozione@scaip.it
Zona 508 è il giornale trimestrale delle carceri di Brescia, Canton Mombello e Verziano, redatto dai detenuti e dalle detenute e edito dall’associazione Carcere e Territorio. Il giornale viene distribuito negli istituti penitenziari, al Consiglio comunale, al sistema bibliotecario provinciale, nelle scuole e ad altre istituzioni locali e sul territorio.
Il 5 luglio il progettista dello Scaip, Paolo Taraborelli, è stato invitato a Canton Mombello per parlare ai detenuti di Ong e cooperazione internazionale, nell’ambito di una serie di incontri sul mondo del non profit.
Quell’incontro lo troviamo nel numero di settembre di Zona 508, insieme ad altri incontri col volontariato internazionale e sul territorio.
Clicca qui per leggere Zona 508.
“Valori in Colori” è il titolo della mostra dell’artista mozambicano Malè presso l’Università degli Studi di Brescia, organizzata da FUCI, Università degli Studi di Brescia e African Art Gate.
Brescia, 20 e 21 settembre 2014
Al Parco delle cave, presso i laghetti Fipsas in via Serenissima, lo Scaip sarà presente per la 2^ “Festa del progetto e delle associazioni”. Sabato 20 e domenica 21 settembre gli incontri saranno ispirati dall’idea che non bisogna mai smettere di imparare “per conoscere, per fare, per vivere assieme, per essere”: dunque occorre essere aperti per favorire la coesione e la crescita sociale.
Tra le diverse iniziative in programma verrà dato spazio alla scuola, con letture e installazioni, si potrà partecipare a gare di orienteering, assistere a proiezioni e ascoltare musica; diversi laboratori di fotografia e per bambini, corsi di pronto soccorso, di alimentazione e tanti giochi. Tutto all’insegna del divertimento e del desiderio di conoscere.
Lo Scaip parteciperà con un banchetto di promozione delle attività di cooperazione internazionale, offrendo i simpatici kit di semina e il riso solidale certificato Fairtrade della cooperativa thailandese TOFTA.
Adro, 19-20-21 settembre 2014
Alla Scuola Madonna della Neve di Adro in provincia di Brescia andrà in scena la quarta edizione di “Verso l’Altro”.
Sarà presente anche lo Scaip con i propri volontari per offrire i prodotti artigianali del sud del mondo. Il tema di quest’anno è “L’umano arriva dove arriva l’amore”, per una manifestazione che offre appuntamenti su tre giornate: venerdì 19, dopo la gara podistica per adulti e per bambini parlerà Milena Santerini intorno alle sfide della globalizzazione; sabato 20 S. Messa, gara di mountain bike, spettacolo teatrale per bambini, incontro con don Gino Rigoldi “Dalle periferie dell’esistenza ricostruiamo la speranza” e infine un simpatico concorso musicale; domenica 21 Santa Messa, stand gastronomici, minigolf e torneo di freccette e altri sport, intervista al direttore di Avvenire Marco Tarquinio e serata in allegria con grande finale del concorso musicale “Verso l’Altro”.
Per maggiori info http://www.puntomissioneonlus.org/iniziative-nazionali/festa-verso-laltro/edizione-2014
Paolo Taraborelli, progettista della nostra associazione, sarà a Canton Mombello sabato 5 luglio alle ore 10 per il progetto “Volontari in redazione”. L’associazione Carcere e Territorio Onlus, che promuove attività educative e incontri di sensibilizzazione sulle problematiche carcerarie, con l’incontro di luglio desidera raccontare ai detenuti la realtà del volontariato, fornendo informazioni e descrizioni relative ai diversi ambiti della cooperazione.
Lo Scaip è lieto di portare un resoconto sul funzionamento e il lavoro della cooperazione internazionale all’interno di un progetto promosso da Carcere e Territorio Onlus, denominato Volontari in Redazione. L’incontro di sabato 5, fa parte di un ciclo di cinque giornate che in giugno e luglio ospitano diverse realtà associative bresciane a testimonianza delle molte attività non a scopo di lucro che impegnano tanti cittadini: dal soccorso in ambulanza fino al sostegno alla cooperazione internazionale che si può svolgere in Italia.
www.act-bs.com
Da Vatican Insider – La Stampa
Venerdi 28 marzo 2014
di Luciano Zanardini
Gian Paolo Bergamini racconta le attività della Famiglia piamartina, ed evidenzia l’opera più grande dei missionari: “La formazione all’impegno, alla giustizia e alla verità”
LUANDA
“Pietas et labor”. La testimonianza di San Giovanni Battista Piamarta (1841-1913) rivive nell’opera dei suoi figli spirituali che, in Italia, Brasile, Cile, Angola e Mozambico, si prodigano nel campo dell’educazione e della formazione professionale. In Angola, in particolare, il 54 enne padre Gian Paolo Bergamini è impegnato nella formazione dei seminaristi e nell’attività di coordinamento della comunità religiosa piamartina.
Padre Bergamini, sacerdote della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth, è arrivato nella capitale angolana all’inizio del 2013. Con la semplicità che accompagna la quotidianità dei missionari cerca di testimoniare con la sua vita che “Dio è un Padre che ci ama e che – racconta – si serve di noi per amare i fratelli, tutti, soprattutto i più poveri”.
La missione nella capitale di Luanda sorse nel 1992 ma, dopo un anno, a causa della guerra venne sospesa e fu riaperta solo nel 1996. Poi nel 1998 l’esodo della popolazione dai territori della guerriglia e la concentrazione in nuovi agglomerati urbani all’interno della metropoli resero necessaria la costruzione di una nuova casa per la comunità religiosa, di una scuola, dei laboratori e di un seminario. Oltre al santuario dedicato a San Giovanni Battista Piamarta edificato nel 2009 in occasione della visita di Benedetto XVI, attualmente i settori che caratterizzano l’attività dei piamartini a Luanda sono tre: la scuola con più di 4000 alunni dal primo al decimo anno, la parrocchia di San Matteo che comprende circa 50mila abitanti e il seminario, il tutto con il coinvolgimento dei sacerdoti locali, di un cileno e di due italiani (padre Giuseppe Scolari e padre Gian Paolo).
La strada dell’educazione è tracciata dalla figura del Santo fondatore canonizzato il 21 ottobre 2012. “Realizzare il carisma piamartino della formazione umana e cristiana dei giovani è un bisogno molto sentito qui in Angola. Per fare questo servono strutture, laboratori ma – spiega padre Bergamini – soprattutto persone preparate che si mettano in gioco per il bene della gente. La mia scommessa è di dare il mio contributo per mettere in circolo nuove energie e aiutare i giovani padri locali a prendere in mano la situazione”.
Per padre Gian Paolo è importante anche mantenere un contatto con quanti dall’Italia lo aiutano, anche per questo motivo gestisce un sito (www.piamartaluanda.it) dove racconta la vita della sua missione. Una missione che, oltre alle opere dello spirito, deve badare anche a quelle materiali “come consolidare il muro di cinta, realizzare un nuovo laboratorio di informatica, distribuire la merenda ai ragazzi più piccoli e sistemare il tetto del santuario”. Piccole e grandi attenzioni rese possibili grazie al supporto dell’ong piamartina Scaip.
L’Angola è un Paese ricco di materie prime, petrolio e diamanti ma non vive una delle migliori realtà sociali. “Purtroppo la ricchezza è in mano a pochi e la maggioranza della popolazione vive di un’economia di sussistenza. Il “bairro” nel quale viviamo, non ha acqua corrente e ha energia elettrica in maniera occasionale; le strade sono in terra battuta e difficilmente percorribili… e pensare che siamo nella capitale”. In questo contesto la Chiesa “sta facendo molto. Scuole e ospedali per i poveri sono opere della Chiesa cattolica: se non ci fossero, molti bambini non andrebbero a scuola e moltissime persone rimarrebbero senza assistenza sanitaria. Ma credo che l’opera più grande che deve fare la Chiesa è la formazione delle coscienze all’impegno, alla giustizia e alla verità”.
Un santo del fare, interprete genuino delle radici profonde della brescianità, che attingono alla matrice benedettina dell’ora et labora et lege et noli contristari ispiratrice dei tanti bresciani vissuti nei secoli scorsi all’ombra dei grandi monasteri di città e provincia. Un santo dei giovani e per i giovani nella concretezza delle sue geniali realizzazioni che sfidano il tempo.
A San Giovanni Battista Piamarta è dedicata la Tavola Rotonda:
Fare bene il bene
San Giovanni Battista Piamarta
Mercoledi 26 febbraio 2014, alle ore 15:00
presso l’Aula Magna Giuseppe Tovini, Università Cattolica del Sacro Cuore, in Via Trieste 17 a Brescia
L’incontro sarà presieduto da Gabriele Archetti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Interverranno Padre Enzo Turriceni, Superiore Generale della Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth e Massimo Galdolfini, dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
L’evento è a cura di:
Università Cattolica del Sacro Cuore
LUBES – Libera Università dei Santi Benedetto e Scolastica
Dal Corriere della Sera – Brescia
Venerdì 3 gennaio 2014
di Piero Verzelletti
Si calcola che siano milioni le persone che, a titolo personale o appartenenti ad organizzazioni, svolgono servizi nei più disparati settori dei bisogni, delle fragilità delle persone, della cultura e anche della politica e della legalità, della natura. Intervengono con azioni semplici, o più qualificate e anche creative. L’assessore ai Servizi sociali del Comune di Brescia, Felice Scalvini, nell’intervista di ieri al Corriere ha sottolineato che il volontariato, in città, è una risorsa persino superiore alle aspettative, già molto alte.
C’è una domanda-ritornello rivolta a queste persone: «Perché fai quello che fai?». Potrebbero essere almeno quattro i motivi che danno forma, più o meno consapevole, ad ogni azione di volontariato.
Primo motivo. C’è un’idea che dà identità: essere cittadini attivi. Cittadini di un territorio dove le storie di vita si mostrano nella loro realtà e dove anche il volontariato si fa protagonista di risposte. Attivi, perché la città, il paese, il borgo siano luoghi di attenzione al bene comune, di relazioni trasparenti tra persone, collaborative a pieno diritto con le istituzioni. Senza dimenticare che questa trasparenza e collaborazione si realizzino innanzitutto tra i volontari stessi e le organizzazioni impegnate nei diversi progetti di cura, sostegno alle persone e anche a progetti di carattere sociale.
Il secondo motivo lo si può cogliere nella vicenda laicamente narrata nelle scritture sacre. Un malcapitato è morente ai bordi di un sentiero, nessuno dei passanti guarda; un tale, detto samaritano, un estraneo, si ferma, si prende cura; senza nome il malcapitato, anonimo il samaritano, eppure avviene un incontro, una relazione. Non si finirà mai di riflettere sul termine compassione. Sono simpatici i premi della bontà, anche se un po’ anacronistici, il valore da apprezzare è che anche coloro che sono passati sul sentiero, anziché voltare lo sguardo, si fermino e diano spazio alla compassione. Questo è il senso etico-politico dei volontari cittadini-attivi.
Terzo motivo: la professionalità dell’agire dei volontari è un bene da perseguire introducendo una cultura di fare bene il bene. Educarsi-educare alla lettura realistica dei fenomeni sociali, riportarli alla loro origine e intuire come affrontarli; coltivare la paziente tenacia a provare e riprovare, lasciare che sia il pensare ad orientare le azioni. Il buon cuore da solo non basta.
Il quarto motivo è subliminare, detto in slogan: «La bellezza salverà il mondo». Dostoevskij nel romanzo «L’idiota» racconta: «L’ateo Ippolito rivolto al principe Myskin domanda: “ È vero che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la bellezza? Ma quale bellezza salverà il mondo?”. Il principe non risponde; resta in silenzio, mentre sta accanto con compassione all’amico morente; sembra volere dire che la bellezza che salverà il mondo è l’amore che condivide anche il dolore».
Dire grazie non è un gesto speso invano per tutte queste persone più o meno anonime e le varie organizzazioni che hanno scoperto il sapore della vita da protagonisti. Da cittadini-attivi.
Il progetto congiunto che vede protagonisti Scaip, Svi e Operazione Lieta per favorire la cooperazione internazionale è stato raccontato da “Globo”, Tv nazionale brasiliana. Le tre onlus bresciane stanno lavorando da tempo a un ampio programma di sviluppo nella zona nord del Brasile, per creare una filiera alimentare che aiuti i piccoli produttori.
In particolare, le immagini che potete vedere nel servizio riguardano il progetto “Sementes de sustentabilidade”, confinanziato da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia. L’associazione di agricoltori di Santa Luzia, nello stato del Parà, ha iniziato da alcuni mesi la produzione di patatine di manioca: un successo per i piccoli coltivatori che scommettono sulla novità golosa alla conquista di un pubblico sempre più numeroso.
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